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Mario Botta, MART
Museo a Rovereto |
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A10
REMOVED BRICKS
Nell' EUROPA dei confini che crollano e dei muri che ancora devono crollare, transpecificità nell'architettura contemporanea senza se e ma.
E se c'è chi si accontenta delle veline, noi proviamo a fare una specie di recensione.
Riprendo un dialogo da troppo lungo tempo interrotto, con un numero, al punto in cui siamo, immeritato di affezionati frequentatori di questa "testata" on line. Rompendo un ghiaccio che mi stava inesorabilmente stritolando, presento con grande gioia una nuova rivisa di architettura dei nostri inquieti tempi.
Quando nasce qualcosa, in tanti per evidenziare inconsapevolmente un innato terrore del nuovo, si chiedono: c'é n'era bisogno? Per chi la pensa come me, dl nuovo c'è sempre bisogno: tale sete la spegne solo la morte.
Nel caso specifico di una nuova rivista d'architettura contemporanea, altro se ce n'era bisogno specialmente per noi in Italia.
Lo spiego con un'esempio molto semplice.
Ne per vanagloria, ne per inconscio desiderio di eleggermi a paradigma. Dopo un breve ritorno di passione per Domus provocato dalla nuova gestione Boeri, ho smesso di gettare soldi in riviste d'architettura. Pago circa 80 euro al mese di ADSL. Connesso in permanenza, senza incubo di costi fantascientifici, trovo in rete una più che sufficiente quantità di informazioni e stimoli: mandando al diavolo la carta stampata.
In sovrappiù non corro il rischio di imbattermi in pallosissime prediche, camuffate di teoria, prodotte sotto il trip dell'autocelebrazione dai soliti gerarchi canuti, nel corpo o nell'anima, del pensiero disciplinare e non. Come quella volta che finì a tagliarmi le vene a causa di una reciproca baciata di mani, fintofilosofica, lunga 45000 caratteri tra Cacciari e Gregotti su Casabella di alcuni anni fa. Se trovate quel numero in qualche sciagurata biblioteca di facoltà, BRUCIATELO, per amore dei vostri figli.
Però.
Ad un certo punto irrompe il nuovo.

A10
Diretta e pagata da Hans Ibelings, Olandese, 41 anni. Critico d'architettura non architetto.
Carta stampata con tanto di quello spirito nuovo che la metà basta.
La rivista -n° 1 (launch issue) e stata presentata in anteprima assoluta per l'Italia a Catania. Non si tratta di un caso, ne di una convergenza accidentale di circostanze ed opportunità - che da sole hanno ovviamente il loro peso e significano qualcosa. Succede questo anche prima di Roma -ecc. nell'elenco delle cinque o otto città di prima fila italane, fra le quali sicuramente c'è Catania, ma ultima nel metro standard dei valori convenzionali-- perchè il mondo è cambiato e Ibelings lo sa benissimo.
Un gigantesco rimesolamento delle carte che rimette al centro quelle che una volta erano sperdute periferie, nel grande luogo senza precedenti del super villaggio globale.
Mi muovo in casa, perché so bene che chi usa la rete agisce consapevole, nel profondo, del rimescolamento vertiginoso delle vecchie carte. E che il gioco è tutto nuovo.
1° numero: è naturale che anche i difetti non manchino.
Mi prendo la libertà, sperando di avere una sufficientemente gratificante dose di critiche dai bempensanti senza età, luogo e tempo, di farne una presentazione iriverente. Anzi per la precisione dando i NUMERI. Cioé...
ARCABALA
Ho deciso di imitare sapendo di farlo male-
lo stile di Luigi Prestinenza Puglisi, che infaticabile e sicuramente plurimo è -anche e oltretutto- uno dei corrispondenti italiani dellla neonata rivista d'architettura.
Come molti sanno, lui inizia, spesso, i discorsi dando i numeri.
Lo farò anchio (però per essere originale, io, continuerò e finirò pure dando i numeri)
Ho preso in mano A10 già ce il primo numero, 10, forse in futuro ci dirano che significa esattamente- Al "venissage" catanese uno studente ha dato la sua interpretazione: A, ten, cioé Aten, cioé Atene. Non so che dire, ma a me questa ipotesi mi fa venire in mente cose brutte -regole, ordini, stili, classicità becera, peso della storia, passato che ritorna. Mi preoccupa. Non mi piace. Non può essere. A10 è tutt'altro.
Sotto la testata cè il prezzo 6,50 Euro numero interessante per 3 motivi: è espresso in euro; è per dimensioni il secondo corpo grafico della 1° di cover; è il più basso di tutti i prezzi delle riviste darchitettura in italia, forse in europa e forse del mondo intero dove si devono fare i conti quasi alla pari con chi lavora.
Ci dice diverse cose. Proprio perché scritto molto grande, è evidente che vuole dirci molte cose.
Vediamo.
1° Siamo europei, questa rivista costa 6,50 euro dappertutto, per 450 milioni di persone, e forse anche per 6 miliardi.
Se sto esagerando con i numeri, scusatemi.
2° E così cicciotto che se non state attenti pensate che la rivista si chiami E 6,50. Secondo me, che la amo già, lhanno fatto apposta per dirci: la qualità, è anche una questione di bassi costi. E i bassi costi hanno straordinarie implicazioni ESTETICHE ed ETICHE.
Metti il caso che il vero autentico lusso, quello che provoca un sacco di piacere alle persone tutte le persone, non solo la gente ricca e VIP- costasse poco? Che rivoluzione sarebbe! Avete mai pensato che il lusso costosissimo e rarissimo sesso compreso, divenuto raro per intercessione dellidea di peccato- lo abbiano potuto inventare per mantenere tutti gli altri, noi cioé, in schiavitù prima mentale e poi materiale?
Non so se IBELINGS & C. hanno pensato a tutte queste cose, ma se si, sarebbe molto bello.
3° E la rivista di architettura che costa meno. Non so perché, ma mi piace pensare che si tratti di un messaggio chiaro: la materia carta, inchiostro, benzina e gasolio- è cara, riduciamola al minimo nello spirito contemporaneo low cost ed economia di risorse.
E allora per vedere se avevo ragione L'HO MISURATO E PESATO
A10 è alto e largo esattamente quanto Domus per pignoleria, è 5 mm. più alto- cioè A10 è 246 mm. per 329 mm. Pesa 260 gr. Contro i 1.240 di Domus (peso di un numero a caso, ad occhio, medio, ne troppo grosso, ne troppo piccolo)
Il n°1 di A10 ha 62 pagine + le 4 di copertina fa in totale 66.
Le 66 pagine di A10 pesano 1/5 delle 145 di Domus. Con Domus in compenso vi portate dietro almeno 700 gr di pubblicità. Vi piace la carta patinata?: tanto pesa. E tanto costa, perché la pubblicità serve a coprire i costi inutili di certo lusso: ma che simpatico gattino che si morde a coda.
A10 è di carta comune e sottile compresa la copertina. Per ora ha poca pubblicità. Ma se dovesse raddoppiare di pagine, arriverebbe al massimo a 520 gr. Meno di metà di Domus.
Nella semplice rilegatura a punti cè un altro vantaggio: potete aprire la rivista completamente e godervi le immagini su doppia pagina senza sforzo e senza dover scegliere se vedere male la foto o scassare quella rilegatura già debole di costituzione.
Leggera e sottile com'è la potete arrotolare e moltiplicare i vantaggi:
a) la infilate nello zainetto
b) la rendete sufficientemente rigida per poterla conservare in verticale nella libreria basta munirsi di un elastico per bloccarla
c) quando ne avrete un certo numero potrete generare anche simpatici effetti decorativi usatela quindi come soprammobile
d) ecc.
A questo punto un consiglio agli editori. Anche quando arriveranno gli utili, lasciatela semplice e parsimoniosa. Lasciatela bella al naturale. Per restare fuori dai soliti mucchi a base di lustrini e star system.
E ORA VIENE UN'ALTRA COSA.
Ricordatevi che LPP si è autoproclamato paladino della stroncatura = critico senza peli sulla lingua. So che quando vuole sa farsi un sacco di nemici a fin di bene. Ma stavolta, forse per colpa del Nero d'Avola di S. Lorenzo, s'è appisolato.
A partire da pag. 58
cè larticolo di LPP.
Nuova architettura della Sicilia Orientale. E una grandiosa notizia.
Ma LPP. da i numeri. Tante foto numerate + più tutti i numeri occulti.
Cita e presenta 32 immagini, di altrettanti lavori, prodotto di 23 Architetti (Cannizzo 4; Navarra 3; M. Nicoletti 2; G. Leone 2; Architrend 2; Carpezzano 2; Altri 1 ciascuno).
1° Di questi, io ne avrei buttati il 50%. Fatti i conti restano 11,mezzo architetti.
Sicuri buttati secondo me i lavori -quegli specifici lavori, non gli autori, così su due piedi non me la sento- di: Barbera/Cantone, Rolli, Pagnano, Cellini, Leone, Carpezzano. Uguale 7 foto (Carpezzano vale 2). Di questi almeno 3 arch. sono celebri accademici. In tal caso il discorso si farebbe lungo. Ma prima o poi qualcuno dovrebbe meditarci su. Domandina tra le righe -o squadre-: perchè siamo dove siamo?
2° Non cito i sicuri lodabili perché non mi ritengo depositario del diritto di lode. Dico solo che a me piacciono particolarmente i lavori di: Cannizzo (tutti e 4),
Allen (l1nico),
. U.F.O (start) = 6-1 lavori di 3 arch.
Se fate i conti, avanza mezzo architetto, tra i salvati. Visto che da noi gli architettti contano poco interi, figurasi smezzati. Buttiamo anche questo resto. Chi è? Non lo so. Compatevi la rivista e trovatelo voi.

Anche se non lo trovate avrete fatto comunque una buona azione -è Natale (a proposito AUGURI A TUTTI)- per Ibelibg & C., per l'architettura contemoranea europea, per quella italiana e per voi stessi.
Antonio Cacciola - 15/12/04
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Siti griffati
78 famosi siti ufficiali di studi e nomi celebri dell'architettura mondiale.
I siti ufficiali degli architetti protagonisti recenti o inossidabili dello Star System dell'architettura contemporanea.
Avvertenze per l'uso.
Alcuni da amare sin da ora senza riserve, per l'eternità; altri da amare oggi, in attesa di sviluppi; altri fanno moda; qualcuno piace solo ai prof. d'università; molti altri ancora vincono tutti i concorsi -specialmente in Italia. O "scalano" incarichi ad personam senza neanche la finta del concorso. Altri infine sono solo lodatori di se stessi e non se ne vergognano.
Attenzione: assumere sempre con cautela. L'uso prolungato, potrebbe comunque provocare gravi problemi di sensibilizzazione.
Copiare senza capire nuoce alla salute.
Consultare un medico in caso di preoccupanti effetti collaterali.
01- Alsop William Allen
02- Ron Arad
03- Arquitectonica
04- Arup Associates
05- Ove Arup + Partners
06- Asymptote
07- Behnisch and Partners
08- Berger + Parkkinen
09- Ricardo Bofill
10- Mario Botta
11- Santiago Calatrava
12- James Carpenter Design Associates
13- Charpentier Jean-Marie
14- Coop Himmelb(l)au
15- Cox Richardson
16- Craig Craig Moller
17- Diller + Scofidio
18- Foreign Office Architects
19- Foster & Partners
20- Fox & Fowle Architects
21- Massimiliano Fuksas
22- gmp von Gerkan Marg & Partner
23- Gluckman Mayner
24- Michael Graves
25- Gregotti Associati International
26- Nicholas Grimshaw & Partners
27- Mark Guard
28- Gwathmey Siegel & Ass.
29- Zaha Hadid Architects
30- T.R. Hamzah & Yeang
31- Zvi Hecker
32- Herzog + Partner
33- Steven Holl
34- Jahn Helmut
35- Kaplicky Jan ( Future 34- System)
36- KHR AS arkitekter
37- Josef Paul Kleihues
38- Klein Dytham Architecture
39- Koning Eizenberg
40- Kisho Kurokawa
41- Henning Larsen
42- Daniel Libeskind
43- Peter Lorenz
44- Lynn Greg
45- Makoto Sei Watanabe
46- Novak Marcos
47- Martorell Bohigas Mackay
48- Richard Meier
49- Mecanoo
50- Atelier Mendini
51- Moore, Ruble & Yudell
52- Morphosis
53- MVRDV
54- Eric Owen Moss
55- Nizzoli architettura
56- nArchitects(Bunge, Hoang)
57- John Pawson
58- Pei Cobb Feed & Partners
59- Pelli Cesar
60- Renzo Piano
61- Polshek Partnership
62- Christian de Portzamparc
63- Ian Ritchie
64- Richard Rogers
65- RoTo Architects, Inc.
66- Saucier+Perrotte
67- Harry Seidler & Associates
68- Schmidt, Hammer & Lassen
69- Skidmore, Owings, Merrill
70- Snøhetta
71- Philippe Starck
72- Studio Granda
73- TEN Arquitectos
74- Bernard Tschumi
75- Venturi, Scott Brown Ass
76- Gert Wingårdh
c/o Creators-Channel
77- Arata Isozaki
78- Toyo Ito
Pensiamo che, questo, sia uno dei più completi elenchi di siti web di famosi architetti contemporanei presenti in rete. Tuttavia molte firme illustri sono assenti. Essenzialmente perchè molti architetti contemporanei, anche di grande notorità, -come Siza, Nouvel, Moneo, Legorreta, Hollein, Gehry, Eisenman, Chipperfield, Ando, ..., e per non parlare dei "grandi" vecchi come Johnson o Niemeyer- non sono, o non sono ancora, presenti su internet con un loro sito ufficiale.
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